Risanamento scantinati muri interrati

Questo tipo di intonaci evaporanti-assorbenti vengono qui elencati solo in quanto vengono molto spesso proposti per asciugare-risanare l’aria e i muri anche all’interno di un locale e anche in presenza di risalita. Ossia, spacciare di risolvere tutto in un colpo solo.
E’ evidente che, quando impiegati all’interno di locali, questi intonaci trasferiranno semplicemente l’umidità del suolo all’ambiente interno, aumentandola notevolmente e obbligando ad una aerazione continua, anche d’inverno.

Se aerazione ci deve essere, a che serve il costoso intonaco deumidificante?

Nonostante ciò, vengono facilmente proposti anche per risanare seminterrati umidi !

Possono mantenere un muro asciutto e impedire alla umidità di risalire entro di esso solo mediante una tale esasperazione della quantità d’acqua evaporata dalla parete da superare in volume quello di quella in risalita – naturalmente sali compresi!

Un esempio di corretto intervento di risanamento di una struttura soggetta a risalita di umidità dal terreno sottostante, è rappresentato dalle seguenti immagini. Descrivono in modo preciso ed accurato in rifacimento del primo solaio di un’abitazione ad uso residenziale, con creazione di vespaio areato per mezzo di igloo.

E’ stato prima eseguito uno studio di fattibilità tecnica circa la tecnologia e la stratigrafia più adeguate al caso.

I pavimenti, i sottofondi e le solette sono state demolite senza recare danni alle strutture perimetrali. E’ stato eseguito uno sbancamento del terreno fino al raggiungimento di una profondità di -50 cm. Quindi sono stati posizionati gli igloo da 20 cm, sopra ai quali è stato realizzato realizzato un massetto di 5 cm con rete elettrosaldata.

L’intervento è attualmente in corso e prevede la realizzazione di un massetto portaimpianti e la posa della pavimentazione finale.

 

Sottomurazioni e ripristino pareti in pietra

La sottomurazione è il metodo più antico fra gli interventi sulle fondazioni. Si tratta sostanzialmente di rafforzare la struttura fondale prolungandola fino a raggiungere strati di terreno consistenti ed allo stesso tempo si aumenta l’area di contatto alla base in modo da diminuire il carico unitario.

La lavorazione consiste nella realizzazione di pozzi di dimensioni variabili che consentono l’armatura e il getto di sottomurazioni, attraverso opere di sbancamento parziale, realizzate con macchina operatrice o manualmente, successivo spianamento ed appoggio delle strutture portanti (travi di abete) per la costruzione di un quadrilatero strutturale.

Si effettua lo scavo al centro del quadrilatero con scarpate naturali arrivando fino alla struttura portante alla quale ci si appoggerà con quella di sottomurazione.

Il puntellamento poi con piantoni in ferro all’interno degli ambienti oggetto di intervento accentua il grado di sicurezza riscontrabile.

In questo modo si può procedere al recupero edilizio dei locali con volte in mattoni a vista intercalate da travi grezze in legno.

In questo contesto si inseriscono pareti in pietra a conci irregolari e pareti in mattoni posati di testa e di coltello in modo orizzontale.

Cantiere in Canelli:

Le pareti con conci in pietra, a volte intercalati da mattoni, sono state recuperate con un attento e minuzioso lavoro di pulizia, eliminando la polvere, i residui di pietra che stavano cadendo e chiudendo le fessure.

Lo stesso modus operandi è stato usato per la pavimentazione: la malta viene adoperata per uniformare il passaggio ma senza togliere dignità visiva al manufatto pietra.

La pietra continua ad essere soggetto caratterizzante dell’operato nelle pavimentazioni e nelle pareti.

RISTRUTTURAZIONE DIMORA DEL PRIORE (Canelli)

acquistata da un committente privato per la realizzazione di un ostello per clientela prevalentemente estera.

1647? – 1647? (costruzione intero bene)

Attestazione della presenza sul territorio dell’Oratorio dei Disciplinati di S. Rocco: la fabbrica è realizzata da poco a spese della comunità e con elemosine; è in buono stato e si celebra.

(fonte: A.S.C.V., visite pastorali Broglia, 23 settembre 1647.)

1662 – 1662 (descrizione intero bene)

E’ in questo luogo eretta la Confraternita sotto il titolo e sotto la regola di San Carlo, i Confratelli, della quale vestono un amitto bianco, procedono processionalmente nei giorni stabiliti, recitano l’ufficio della Beata Vergine Maria ogni giorno festivo, osservano i decreti sinodali ed i decreti dei concili provinciali, rinnovano gli officiali ogni anno e alla fine del mandato una volta l’anno danno il resoconto della loro amministrazione al parroco.

L’altare è decoroso, fornito del necessario con il portatile (pietra consacrata), che tuttavia deve essere coperto di tovaglia in tela cerata; recitano l’officio dei defunti la prima domenica di ogni mese.

(fonte: A.S.C.V., visite pastorali Roero, 17 novembre 1662.)

1750 – 1828 (ampliamento intero bene)

Nella visita pastorale del 1750, Felissano Vescovo di Asti, in seguito all’aumento dei confratelli, dispone l’ampliamento della fabbrica e lo spostamento dell’altare in funzione delle nuove esigenze di spazio. Nella relazione dello Stato delle Chiese del 18 settembre 1828 tali lavori risulterebbero realizzati descrivendosi il fabbricato con struttura interna semplice ma regolare con altare maggiore a Levante e porta a Ponente.

1883 – 1900 (descrizione intero bene)

La chiesa è di forma rettangolare di mattoni cotti; le pareti sono sane ben riparate senza pitture; il pavimento è sano ma irregolare; il tetto è a falde con coppi con struttura in legno. Vi sono sei finestre con invetriate in buono stato; il presbiterio è sollevato dal piano della chiesa di due gradini; vi è un unico altare di scagliola con struttura comune, provvisto di croce con crocifisso e candelieri; ha il tabernacolo di scagliola di forma rettangolare marmoreggiato all’esterno sulla cui porticina è dipinta la resurrezione di N. S. G.C. ; vi è un pulpito convenientemente collocato con croce e crocifisso; vi è il coro di forma semicircolare ; l’altare è cinto di balaustra di legno distante circa un metro dalla predella.

Il campanile, sprovvisto di orologio, ha una sola campana ben collocata benedetta nell’ anno 1818. Vi è la sacrestia con pavimento sano con una sola finestra.

(fonte: A.S.C.V., Relazioni dei Parroci, 4 settembre 1883 e 21 maggio 1900.)

 

1929 – 1929 (descrizione intero bene)

Le condizioni di statica e manutenzione della chiesa sono soddisfacenti. Si provvede alla manutenzione con i fondi della Confraternita e con il concorso della popolazione. Scopo primario della Confraternita è il culto religioso e l’intervento dei Confratelli alle processioni e sepolture.

Essa è eretta separata dalla chiesa parrocchiale: sorge nel centro del paese. Detta Confraternita ha la statua di S. Rocco con reliquia; esternamente entro le nicchie le statue di San Pietro e San Giuseppe.

(fonte A.S.C.V., Faldone n. 36, Questionario del 10 giugno 1929.)

2011 – 2011 (devoluzione intero bene)

La Confraternita di S. Rocco, con sede in Celle Enomondo (AT), viene estinta con Decreto del Ministro dell’Interno in data 4 aprile 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 2011, con conseguente comunicazione dell’annotazione di riconoscimento di civile estinzione. I beni della Confraternita sono devoluti alla Parrocchia di S. Antonio Abate in Celle Enomondo.